venerdì 23 dicembre 2011

Nel mio bozzolo

Ci sono alcuni oggetti da portare con sé, o anche indumenti da indossare, che hanno la proprietà di dare un senso di sicurezza.
Per quanto mi riguarda è questo il caso di un grosso bracciale rigido di plastica, inglobante al suo interno delle farfalle blu a grandezza naturale simmetricamente disposte (che ricordano un po' altri tipi di insetti intrappolati nella resina, o anche semplicemente macabre farfalle da collezione) (le farfalle nel bracciale sono finte eh); oppure come i miei stivaloni di cuoio modello passo dell'oca, magari abbinati al giaccone nero modello spia di paese dell'est. Abbigliata in tal guisa nemmeno i controllori della metro linea 2 hanno avuto il coraggio di fermarmi.
O forse li avranno intimiditi le farfalle.

sabato 17 dicembre 2011

Pupazzi e polli

Sono andata in farmacia per comprare un collutorio e mentre ero al bancone ho avvistato nei pressi della cassa un piccolo stand molto colorato: trattavasi di un espositore di animaletti di peluche, di varia specie ma tutti con degli occhi ENORMI. Mentre aspettavo il mio turno per pagare non ho potuto fare a meno di esaminarne alcuni, testarne la morbidezza e all'ultimo momento agguantarne d'impulso uno - quello che oltre agli occhi aveva anche delle orecchie enormi - e aggiungerlo al collutorio.
La cassiera me l'ha messo in una bella busta di carta con disegni pastello, adatta anche per fare un regalino, e io me ne sono andata, abbastanza soddisfatta del mio acquisto.
A casa mi sono rimirato bene l'animaletto - un cucciolo di dingo, forse - e ho dato un'occhiata pure alla busta bellina bellina; sul retro ci ho trovato un elenco dei vari articoli della ditta produttrice del pupazzo, tipo: "Spongebob and friends", "Scooby Doo", "Penne personalizzate", "Prodotti in resina" e "Gadget ad acquisto D'IMPULSO". 

mercoledì 14 dicembre 2011

Relazioni interspecie

Il gatto preferisce dormire sul modem piuttosto che dormire su me.

Allora: io sono più morbida, ma il modem è più caldo; inoltre il modem non gli manipola le orecchie, quindi alla fine posso anche capire la preferenza.

... Però ufff, io sono la SUA MAMMA, il modem chi DIAVOLO E'?!?

sabato 10 dicembre 2011

Estetica della Morte



SALUMIERE (affettando il prosciutto): ... ma levami una curiosità: com'è che state tutti quanti pieni di queste teste di morto? Pure mia figlia, teste di morto sul foulard, teste di morto sulla maglia, orecchini con le teste di morto, teste di morto da tutte le parti... Ma che significa, come mai, ma PERCHE' tutte queste teste di morto...??

RAGAZZA: Si portano.

giovedì 8 dicembre 2011

L'eterno problema dei regali di Natale

Pare che sia stata finalmente ritrovata ("da un passante") la bara con la salma di Mike Buongiorno.
Il commento di Fiorello: "Un BELLISSIMO regalo di Natale per la sua famiglia".

... Ssssì... Magari con un bel fiocco rosso, sbrilluccicante...

mercoledì 7 dicembre 2011

Defaillance

Mi sovviene che quando si trattava di prendere il gatto mi passò per la mente il seguente pensiero: "Bianco NO perché non tiene lo sporco".

martedì 6 dicembre 2011

Genialità





(un oggetto di tale pregnanza dovrebbe stare in un museo d'arte contemporanea, altro che il reparto cianfrusaglie natalizie d'un grande magazzino).

lunedì 5 dicembre 2011

Contronatura

M'è bastato seguire un link per ripiombare nel TUNNEL.
E di video in video giungere fino a questa perversione.

domenica 4 dicembre 2011

Santa Lucia blue

Stavo pensando di trasferirmi negli USA, precisamente a NY City, dove potrei cominciare a lavorare come sguattera in un ristorante italiano e frequentare corsi di recitazione serali (eventualmente poi potrei passare a fare la cameriera e intrattenere i clienti mentre porto i piatti cantando "Santa Lucia" o "Santa Lucia luntana"; se il ristorante si chiamasse 'Santa Lucia's' sarebbe tutto più facile). In seguito comincerei a fare provini per piccoli ruoli di immigrata di vaga provenienza europea, con un range che potrebbe spaziare dalla moglie albanese di tassista greco, alla donna delle pulizie portoghese, alla sguattera italiana di ristorante italiano. Tanto basta calcare molto le consonanti.
Naturalmente abiterei in un appartamento fatiscente con il divano marcio e i vicini di pianerottolo accaniti fumatori di crack, credo sia quasi superfluo dirlo.
L'idea mi è venuta leggendo questa notizia qui.

Guest star il detective Sipowicz.

domenica 27 novembre 2011

Giochi di ruolo

La vita è tutta un mimetizzarsi. Solo i pazzi non lo fanno, non si mimetizzano (e infatti li si nota subito; chi non ha mai detto: "Toh, un pazzo"?).

sabato 26 novembre 2011

eneVip i=1,2

I codici captcha audio sono inquietanti, ci si potrebbe basare sopra un nuovo sistema per comunicare con l'Aldilà, probabilmente efficace.
(quelli scritti non so se potrebbero servire allo scopo, ma un qualche utilizzo esoterico lo si può trovare sicuramente).

lunedì 21 novembre 2011

No, rien de rien

Mi capita di tenere in scarsa considerazione cose che mi capitano.
Poi a distanza di anni me le ritrovo inaspettatamente e irrimediabilmente incrostate nella memoria, e allora sembra che mi dicano solo: "Idiota, anche quella volta non avevi capito una mazza!". 

sabato 19 novembre 2011

Il Grande fratello scemo

Facebook mi crede maschio e gay.
Nella colonna a destra c'è scritto: "SOLO? Trova la tua anima gemella con cercaragazzi.com".

venerdì 18 novembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

Fermenti lattici morti

Un delizioso yogurt cremoso con granella di nocciole e cioccolato, da buttare perché scaduto da quattro giorni.
Me l'ero dimenticato (ho potuto salvare la granella, ma non è la stessa cosa).

Il mio frigorifero mi fornisce interessanti metafore.

domenica 13 novembre 2011

Someone to watch over me

Talvolta nel cuore della notte sento fragori meccanici inusitati.
Per sicurezza li ascolto con molta attenzione, cerco di percepire le sfumature dello sferragliamento, la lunghezza e le pause del rombare dei motori, l'aumentare e il diminuire dell'intensità; ciò allo scopo di escludere categoricamente che siano originati da camion dell'immondizia.

A quel punto so quindi con certezza che trattasi di ricognizioni di truppe aliene.
E con questo pensiero rassicurante dolcemente mi addormento. 

sabato 12 novembre 2011

Tribù diverse



Faccio un passo giù dal marciapiede per attraversare all'incrocio nel mezzo del caratteristico caos del sabato pomeriggio quando qualcuno richiama la mia attenzione sfiorandomi con una manina la spalla:
"Scusi..."
La proprietaria dell'arto è un donnino paffutello sui 35, con più trucco, tintura corvina per capelli e profumo in corpo di un megastore SEPHORA'. Con un tono vagamente allarmato, quasi come di chi s'informi sul più vicino pronto soccorso, mi chiede:
"... scusi, sa se da queste parti c'è un centro es..e. i..o...?"
"... un CHE??" faccio io, che con quel casino di gente e macchine non sento molto.
"Un CENTRO E-STE-TI-CO, sa per caso se c'è, qui intorno?" Io esito un attimo cercando di ricordarmi se abbia mai visto nel circondario un cartellone, un'insegna al neon, qualcosa che avesse a che fare con un posto del genere.
Nel frattempo lei con qualche rapida occhiata fortemente mascarata già m'ha inquadrata e classificata:
"... le risulta?... anche PER SENTITO DIRE".


Eeeeh no,  BAMBOLINA DI BISCUIT, mi dispiace... non mi risulta. Neanche 'per sentito dire'.

(mi chiedo l'emergenza poi quale sarà mai stata... le si stava principiando ad incarnire un'unghia finta, forse)

venerdì 11 novembre 2011

Ante litteram

Su una rivista femminile nella sala d'aspetto del dentista ho letto che in Inghilterra, con facilità e poca spesa, si può cambiare nome. L'autore dell'articolo - noto psicoterapeuta televisivo - diceva che questa cosa di cambiare nome è ottima, citava il caso di una sua paziente, certa Giulia, che ogni tanto diventa Elena (non era spiegato molto bene in che modo, m'è sembrato di capire che semplicemente ella pensi saltuariamente di avere un altro nome) e con questo altro nome riesce a fare cose che come Giulia non fa; il noto psicoterapeuta parlava di roba tipo mettersi minigonne, andare in discoteca, conoscere gente nuova, ma suppongo che volesse intendere rimorchiare a tutto spiano e scopacchiare in giro (poi magari sono maliziosa io e la svolta del cambio-nome invece consiste proprio nel prendere a frequentare discoteche).

Il dentista intanto tardava a chiamarmi e così mi sono intrattenuta a pensare a quest'espediente del cambio di nome. Effettivamente ho intravvisto dei vantaggi, soprattutto la facilità di messa in atto della cosa e il costo zero: perché non provare? Fra l'altro io fin dalla più tenera età ho fantasticato di avere un altro nome, causa lunghezza e antiquataggine del mio.
In particolare m'ero fissata con uno preso da un cartone animato giapponese per bambine; ci andavo pazza, me lo ricordo ancora, si trattava precisamente del nome del personaggio antagonista nella serie: Ruby.

lunedì 7 novembre 2011

Egocentrismo estremo

Ad un funerale, proiettare le proprie frustrazioni esistenziali sul morto.

venerdì 4 novembre 2011

Cose che la Vita mi ha insegnato

MAI strapparsi i peli delle sopracciglia solo perché troppo lunghi; SEMPRE tagliarli con le forbici.

giovedì 3 novembre 2011

Per strada




Relativamente spesso mi capita di sognare luoghi della mia città.
In verità sogno perlopiù sempre lo stesso posto: si tratta di una strada molto ampia e lunga, alberata, un po' in salita, costeggiata per un tratto dai muri altissimi dell'Orto botanico, dove da bambini mio padre ci portava a passeggiare nel tardo pomeriggio di quasi tutti i giorni, sia d'estate che d'inverno.
Credo ci portasse là per la discreta quantità di verde (anche se la strada è comunque ad alto tasso d'inquinamento, sempre intasata di traffico stagnante e rumorosissimo), per la sua lunghezza e anche per i numerosi  negozi di animali presenti sul percorso che ci attiravano come calamite.

Dopo averla praticamente abbandonata con la fine dell'infanzia la strada è poi tornata dopo qualche anno ad essere di nuovo parte della mia vita quotidiana.
Dovevo infatti percorrerla ogni giorno per andare e venire da scuola, all'epoca del liceo; la mattina in autobus, sempre di corsa e in ritardo, di pomeriggio a piedi e con molta calma, insieme a delle amiche che poi, una alla volta, mi lasciavano prima che ne arrivassi alla fine.
Non ci avevo mai fatto mente locale ma questo stradone - vissuto con ogni tempo atmosferico e in ogni ora della giornata - ha fatto parte di tutti gli anni più formativi della mia esistenza.
All'inizio dell'autunno ci si andava anche per comprare i libri scolastici: c'era un'altissima concentrazione di librerie nella sua  parte più alta e più lontana. E a dicembre ci si potevano comprare gli abeti veri e, sempre nella sua parte più lontana, spuntavano le lunghissime bancarelle degli addobbi natalizi e dei giocattoli della Befana.
A metà della sua lunghezza poi c'erano i grandi magazzini, dove ci si passava un bel po' di pomeriggi; all'altra estremità invece, quella più vicina a casa mia, c'era (e c'è ancora, naturalmente) la grandissima chiesa di cui si festeggiava il santo a gennaio, e lì vicino la fabbrica di taralli, il tipico dolce della festa di quel santo.
Ho anche il ricordo molto vivo di alcuni episodi capitatimi lì, come quello di essere stata - in una sera piovosa d'inverno - infilata a viva forza dai miei genitori nel portone d'un tetro edificio scolastico, quello del liceo di mio fratello che pure si trovava in quella strada,  poiché loro avevano un incontro coi suoi professori e non sapevano a chi lasciarmi.
E di quella volta in cui m'ero convinta che una violenta reazione allergica mi fosse stata causata da certe piante rampicanti che crescevano in primavera su di un muraglione lungo quella strada, per cui decisi che di là non ci sarei mai più passata in vita mia.

Questa strada la percorro spesso anche oggi; ora però è diversa, addomesticata.
Qualche anno fa ci sono stati grossi lavori di risistemazione, di riorganizzazione della circolazione del traffico, di arredo urbano, di rimessa in sesto dei giardinetti nella parte in cui la strada si allarga fino a diventare una piazza oblunga: ora è tutto abbastanza ordinato, gradevole all'occhio, ben diviso, razionale. La fontana davanti alla metropolitana è sempre funzionante e l'erba delle aiuole è sempre verde; solo gli alberi continuano a non potarli quando dovrebbero, e per lunghi periodi dell'anno sembra di camminare in una foresta.
                                                                                                                                 
                                                       

Nei sogni invece questa strada si trova sulla sommità di una scogliera altissima e io, camminandoci sul bordo, vedo al posto dei giardinetti la costa di fronte in lontananza, oltre il mare, illuminata da qualche lucetta notturna.
Oppure, percorrendo la strada in salita, mi imbatto in una fila di manichini esposti sul marciapiede, tutti vestiti in maniera stranissima.
O - tornando verso casa - penso che se prendessi la scorciatoia scendendo per uno dei vicoli che collegano questa strada all'altra in cui abito mi ritroverei su di una tranquilla spiaggetta proprio davanti alle case (che non esiste nella realtà, ma nel sogno mi immagino già la sensazione di avere i piedi nella sabbia...), però per qualche sconosciuto motivo non posso farlo.
O ancora mentre cammino nella parte finale della strada, sempre tornando verso casa, mi ritrovo di colpo nel buio più nero e vado avanti alla cieca nelle tenebre.
Oppure, al contrario, cercando di arrivare ad essa venendo da casa mia attraverso i vicoletti, questi diventano man mano sempre più intricati, e lunghissimi, e so che non riuscirò a raggiungerla mai più, la strada.
   

giovedì 27 ottobre 2011

Di passaggio




Sì, è vero: in questa vita non tutti possiamo essere re.

(... Però, che cazzo, almeno alfiere!)

martedì 25 ottobre 2011

L'uomo propone Dio dispone



Quand'ero piccola un mio grande desiderio era avere un cane che non avesse bisogno del guinzaglio.
Poi ho avuto solo gatti.

giovedì 20 ottobre 2011

What a wonderful world this would be

Io dovrei essere vegetariana  perché amo e mi fanno tenerezza tutti gli animaletti, dallo squalo bianco al topo di fogna, tranne forse lo scarrafone: lo scarrafone mi fa più che altro schifo, ma comunque non per questo lo privo della vita arbitrariamente.
Questa mia ultima affermazione fa emergere pienamente la contraddizione esistente fra la mia sensibilità nei confronti di tutte le forme di vita animale e la mia obiettiva condizione di MANDANTE di orrendi delitti perpetrati di continuo su povere bestiole indifese (tutti i vari animali commestibili portati al macello); contraddizione, incoerenza, che un mio profondo, sentito, moto interiore mi spingerebbe ora finalmente a voler superare.

Però c'è un grosso problema: mi piace il prosciutto crudo.
Questo potrebbe apparire un ostacolo insormontabile ma in realtà secondo me la soluzione può essere a portata di mano, proprio dietro l'angolo.
Basterebbe infatti semplicemente realizzare delle colture in vitro di prosciutti di maiale.

(vabbè, poi una volta sviluppata la tecnologia magari a quel punto pure di cotolette). 

giovedì 13 ottobre 2011

Curiosity killed the cat

Alcuni genetisti canadesi e tedeschi hanno voluto ricostruire il DNA del batterio della peste nera, andandone a pescare i residui nei denti di alcuni scheletri di appestati, ospiti di una fossa comune londinese del XIV secolo.

La dichiarazione di uno degli artefici del brillante progetto: «I dati del dna dimostrano che questo ceppo batterico è l'antenato di tutte le pestilenze presenti oggi nel mondo e che ogni attuale focolaio di infezione deriva da un discendente della peste medievale».

Comincio ad avvertire già i primi sintomi. 

sabato 8 ottobre 2011

Penombra


Stamattina non riuscivo ad allacciarmi il reggiseno in nessuna maniera.
Ho provato e riprovato più volte ma niente: i gancetti non ne volevano sapere di andare a finire nei rispettivi occhielli.
La cosa potrebbe sembrare una fesseria trascurabile ma chiunque sia di genere femminile sa che allacciarsi il reggiseno è un'azione elementare e - a meno che non si tratti di un modello dalla chiusura particolare che si usi magari per la prima volta - praticamente automatica.
Stavolta  invece era come se quel semplicissimo meccanismo fosse indecifrabile per le mie dita; sembrava quasi che i piccoli elementi che lo compongono non si trovassero più dove avrebbero dovuto essere.
Allora - per scrupolo - ho controllato se per un inspiegabile fenomeno paranormale i gancetti metallici non si fossero un po' schiacciati e fosse questo a impedirgli di agganciarsi: nella penombra della stanza non si vedeva bene ma con le unghie ho constatato che tecnicamente era tutto a posto.
A quel punto ho di nuovo tentato, arrancando per un altro po' con le mani dietro la schiena come Houdini quando si divincolava nella camicia di forza, finché in qualche modo non ce l'ho, penosamente, fatta.
Sono rimasta lì per un minuto, perplessa della cosa, e infine ho messo a fuoco nella mia testa il quadro della situazione.
L'incapacità di fare una semplice azione abituale, il non riconoscere al tatto un oggetto di uso comune...non ci poteva essere che un'unica spiegazione logica per quello strano fenomeno che m'era appena capitato. I prodromi di una qualche grave malattia neurologica degenerativa irreversibile.

Più tardi cambiandomi d'abito ho notato che avevo il reggiseno alla rovescia.

domenica 25 settembre 2011

Virtuosismi gratuiti

Il super-montatore di Mediaset ha colpito ancora: stavolta si è fatto passare lo sfizio di trasformare il promo della soap tedesca "Tempesta d'amore" nel trailer di un laccato film centreuropeo da festival.
Sinceramente lo stimo. 

sabato 24 settembre 2011

E' ora di dire no. Anzi di dire sì. Anzi di dire BASTA


Gli spot pubblicitari delle automobili.

Perché, PERCHE' vogliono per forza darmi lezioni di vita???
(... tutte sballate poi) 

venerdì 16 settembre 2011

Sabbia alla sabbia



Arrivati a questo punto l'estate mi viene a schifo. Questa io la considero una delle più eclatanti manifestazioni della Divina Provvidenza.

Infatti: l'estate sta comunque  per terminare (dicono), inevitabilmente il caldo e il bel tempo ci lasceranno, arriveranno le tristi giornate grigie, finirà la stagione della spensieratezza e dei divertimenti, e a me - appunto, provvidenzialmente - non viene nessun senso di rimpianto, nostalgia, malinconia, bensì NE HO ABBASTANZA e non vedo l'ora di lasciarmela alle spalle, 'sta bella stagione.
D'altronde quello che dovevo fare l'ho fatto (poco), le speranze giugnine che chissà cosa dovesse succedere quest'anno di fantastico sono andate deluse (come sempre)...
Ma, un attimo... che siano forse proprio questi ultimi  i motivi della nausea?
Allargandomi allora ciò mi potrebbe far intravvedere un'altra, più grande manifestazione della Divina Provvidenza. Forse nella mia vecchiezza - se ci arrivo - ad un certo punto anche la vita stessa mi verrà a schifo. D'un tratto, PUFF! (oppure gradualmente... ehm... SWIISH??) basta coi rimpianti e le insoddisfazioni per tutto quello che non è stato:  solo la forte sensazione di averne abbastanza e il desiderio che tutto finisca.

E questo era il pensiero ottimista e consolante del giorno. 

giovedì 8 settembre 2011

Ustioni

Non c'è niente di peggio dell'inaspettata insensibilità delle persone sensibili, della scortesia delle persone gentili, dell'indifferenza dei compassionevoli.
E' come se ti dicessero "Tu, PROPRIO TU, sei una merda".

domenica 4 settembre 2011

I pro (e i contro)

Se una è incinta, per nove mesi non si deve più preoccupare di tirare dentro la pancia, anzi (dopo però avrà ben altro di cui preoccuparsi, per tutta la vita). 

sabato 3 settembre 2011

Osservazioni a margine

Dopo un attento studio delle masserizie accatastate sotto gli ombrelloni della fila davanti posso sostenere con una certa sicurezza che l'economia dell'Indonesia si regge - chiaramente - sui parei.

lunedì 8 agosto 2011

Il montaggio è tutto

Il promo passato or ora su Canale 5 riesce nell'impresa di far sembrare briosa e divertente una delle commedie più scarse ed incolori - non dico idiota ché "idiota" già denota una certa quale personalità - degli ultimi 100 anni, ossia il film "Prima e poi mi sposo" con Jennifer Lopez e Matthew McCounaghey (che infatti sono i campioni della "Nuova-commedia-brillante-hollywodiana-degli anni '00", che per farla brillare un po'  manco un bagno nel brillantante).

L'insegnamento che traggo da ciò è che a Mediaset ci sono degli ottimi professionisti, purtroppo al servizio del Male.

lunedì 1 agosto 2011

Sullo sfondo



Dopo aver vissuto innumerevoli volte la frustrazione di non fare in tempo a cogliere con la macchina fotografica qualcosa d'interessante che stava accadendo davanti ai miei occhi, ritrovandomi poi con delle ciofeche di foto senza senso (tipo l'immagine del culo di un cane bagnato che si allontanava dopo essersi esibito per diversi minuti in una pittoresca serie di saltelli in una fontana o quella del fumo che rimane in cielo appena sono finiti i fuochi d'artificio) ho deciso di adottare un'altra tecnica.
Trovo uno sfondo interessante e lo inquadro aspettando che ci succeda qualcosa davanti.

Il sistema dà i suoi frutti, anche perchè seppure accada un'inezia - tipo semplicemente passi di là un tipo un po' strano - con un bello sfondo dietro la cosa assume tutt'altra rilevanza fotografica. Infatti - e questa è una cosa di cui ho preso coscienza recentemente - una foto si compone del soggetto e dello sfondo: quando già c'hai assicurato uno dei due sei a cavallo.

E poi questa cosa mi suona bene: trovare uno sfondo interessante e attendere che ci capiti qualcosa davanti. Non so, mi sembra che possa essere un principio di più ampia portata, che vada ben al di là dell'ambito fotografico.

Da oggi in poi non farò altro che piazzarmi davanti a bellissimi sfondi e aspettare che mi succeda qualcosa.

giovedì 28 luglio 2011

The circle of life

Anni fa, bambine giù in strada, viste dal balcone. Tenendosi per le mani e dondolandole avanti e indietro cantavano una filastrocca che cominciava così: "Quando eravamo piccoli, piccoli, piccoli.... " ed elencava cose che si fanno da bambini, con l'usuale ritmo da cantilena infantile; la canzone poi andava avanti con "quando eravamo giovani...", e poi "quando eravamo grandi", e poi  "vecchi", sempre enunciando ogni volta qualche attività tipica di ognuna delle varie età.
L'ultima strofa faceva così: "Quando eravamo morti, morti, morti....".

Non mi ricordo niente di preciso del contenuto delle strofe, a parte quell'attacco ripetitivo, non avevo mai sentito prima d'allora quella filastrocca nè l'ho mai più sentita in seguito; chissà quelle bambine dove l'avevano pescata, forse se l'erano inventata loro.
Però secondo me tutto il corpus di non so quante stagioni de "Il senso della Vita" di Paolo Bonolis a quella cantilena gli fa una pippa.

martedì 26 luglio 2011

Pet therapist



Quando m'avvicino al gatto, e lui mi fissa con gli occhi spalancati, c'è una soglia - non saprei quantificarne precisamente la distanza in centimetri o metri da me o da lui - arrivata alla quale capisco se scapperà a zampe levate o rimarrà al suo posto per farsi accarezzare.
Si vede dallo sguardo, perché un attimo prima semplicemente mi osserva, e un attimo dopo spalanca di più gli occhi, e poi tende i muscoli e scatta via con un salto, oppure li socchiude impercettibilmente aspettando che io gli metta le mani addosso.
Credo che il gatto decida in quel preciso momento cosa fare, non so in base a cosa.
Ma forse attribuisco alla sua mente un funzionamento umano che essa non può avere. O più semplicemente sottovaluto il suo istinto che gli deve far percepire - che so - dal mio modo di camminare, dal mio sguardo, dal tono di voce, se di lì a poco gli liscerò semplicemente il pelo in modo gradevole o lo agguanterò stringendolo come un orsetto di peluche e sparandogli direttamente nell'orecchio vezzeggiativi ridicoli ad un volume insostenibile.

In pratica egli SA come sto combinata a livello emotivo, e se ho bisogno di sfogare istinti repressi su di un oggetto sostitutivo.

... Gatto, e qualche consiglio pratico no?
   

giovedì 21 luglio 2011

Il (molto breve) viaggio dell'eroe

Ma perché i protagonisti dei film catastrofici/d'avventura/horror se la devono cavare SEMPRE, mentre intorno i non-protagonisti muoiono come mosche?
Sono raccomandati? Hanno fatto un patto col Diavolo?
E' forse perché sono i più belli della compagnia?
... Possibile che per far vivere felici e contenti quei due, tre
- massimo quattro - deficienti, ci debba essere ogni volta un'orrida ecatombe?

Io credo che i tempi siano ormai maturi per un film in cui i protagonisti muoiono dopo 5 minuti e poi via libera a comprimari, figuranti e comparse; che la scena sia tutta per loro, alla faccia dei soliti Eletti! 

lunedì 18 luglio 2011

Niente di più naturale

Dai sedili dietro di me nell'autobus mi arrivano sprazzi di conversazione.
Sedendomi avevo notato che là c'erano un ragazzo e una ragazza, silenziosi e con delle tristissime facce, ora capisco che si sta consumando un dramma e aguzzo l'udito; nel vociare della folla misto al rumore del traffico, con l'aggravante ricorrente dell'apertura e chiusura delle porte, colgo le seguenti frasi:
"una PAUSA DI RIFLESSIONE"; "...";  "vabbè ma... perchè?"; "...";  "sì, ma tu che vuoi VERAMENTE?"; "..."; "è che... io ti amo"; "..."; "per me continuiamo come sempre"; "..."; "ma allora tutto quello che abbiamo detto prima??"; "...", eccetera.
Voce femminile profondamente sofferente (quasi tremante, povera) voce maschile che cercava di avere un tono sofferente ma dava più l'idea di qualcuno che in quel preciso momento avrebbe voluto stare da qualche altra parte, tipo a giocare alla playstation con un amico (ah, forse da lì veniva la sofferenza... quindi alla fine era un tono sincero).


E - dunque - questo sarebbe il meraviglioso sistema messo a punto dalla Natura nel corso di anni, anni, anni (centinaia di migliaia? milioni? Boh) di evoluzione affinchè la specie umana continui.

Che poi - per carità - per funzionare alla fine funziona pure, però ci sarebbe qualcosina da migliorare. Ma ho fede che fra qualche altro centinaio di migliaia o milioni di anni il sistema sarà perfetto ed economico come l'organizzazione del lavoro delle api.

giovedì 14 luglio 2011

Esplorando i propri limiti

Nell'autobus (aspettato mezz'ora, temperatura interna sui 45°, solo posti in piedi, parti del corpo disgustosamente fuse a corpi limitrofi) una BIMBA ha cantato "com'è bello far l'amore da Trieste in giù com'è bello far l'amore io son pronta e tu" (la pronuncia non era esattamente questa comunque ci siamo capiti) ininterrottamente per una ventina di minuti.

Ora,  lascio ai matematici il compito di stabilire quante volte ci vada la suddetta frase in 20' - ed eventualmente con quanto e quale resto - e mi rivolgo direttamente alla dolce mammina dell'adorabile fringuello:

... MA ce la vuoi insegnare a tua figlia la STRAMALEDETTA seconda strofa, CAZZO?!???

venerdì 1 luglio 2011

L' asteroide impazzito a me mi fa il solletico (...procurandomi prurito ed eritema)


...EEEEEEEH??
...Coosaaa? Farmaci anti-allergici che danno una reazione ALLERGICA?!??

Ma...  ma... è come Terminator che si rialza, come lo squalo ormai spacciato che rispalanca le fauci, come uno zombie che ti azzanna in extremis, come una caterva di megatoni NON sufficienti per riassestare il nucleo del pianeta Terra!!!

L'unica speranza potrebbe essere un'endovena di Brusuìlliss.

giovedì 30 giugno 2011

"...e senza extramassaggio!" 2

Mi sfuggiva il principio dell'azione di questo nuovo gel anticellulite, efficace - addirittura - con la SOLA applicazione (...siòressiòri!).

Poi ho capito: è agli estratti di loto. Il fiore dell'oblìo.
Te lo applichi e ti scordi che c'hai la cellulite. 

lunedì 27 giugno 2011

mercoledì 22 giugno 2011

Equivoci

Stavo guardando "Iago" su canale 5  (un pezzetto, eh), credo rilettura contemporanea di Otello di William Shakespeare, e pensavo: "... Ma QUANT'E' cane Vaporidis?... Forse che qui dovrebbe stare esprimendo subdolaggine?... Perchè mi sembra di sentire (e vedere) Chicco Lazzaretti dei Ragazzi della III C?...", quando - nel bel mezzo di una ciofeca di dialogo - il Vaporidis s'è d'un tratto bloccato, producendosi inaspettatamente in un lungo sguardo di una tale profondità, intensità e complessità da farmi esclamare (sempre mentalmente): "Ah, però!... Ma allora le qualità ci sono".
E stavo in un solo attimo rivedendo la mia opinione sull'attore, quando ha incominciato però a insospettirmi la durata e fissità dell'espressione sul suo volto.
In quel momento è comparsa sullo schermo la scritta
"Nessun segnale".
I decoder sono una piaga.



p.s. "... E dov'è Cristiana Capotondi?...Quant'è fastidiosa la voce di Laura Chiatti?... ecc..."
   

martedì 21 giugno 2011

Questione di punti di rosa




Spot pubblicitario delle Perline di Hello Kitty: "... Cascate di colori per costruire i gioielli che vuoi tu!!!"

Cascate di colori.
Rosa, rosa chiaro, rosa chiarissimo, rosa pastello, rosa fucsia e bianco.
E le bambine dello spot impazziscono di gioia indossando i loro gioielli nella scala dei rosa.


(che poi  veramente, dai: tutto sommato, ma che pacchianata è l'arcobaleno?)

venerdì 17 giugno 2011

Più di ieri, meno di domani

Ho appena beccata Barbara D'urso nel suo ignobile programma che, al rientro dalla pubblicità, accompagnandosi con virtuosistico gioco di sopracciglia e brevi sospiri di profonda sofferenza fra una parola e l'altra, diceva:
" Allora: OGGI ci occupiamo di Avetrana".

Sì, ha detto "OGGI".


(n.b.: i sospiri dolorosi ce li ha infilati pure prima di "ci" e di "di")


UPDATE: Una notevolissima faccia di ..... lì presente, che apprendo dalla scritta sotto essere addirittura il "Direttore di Studio Aperto", ha appena detto qualcosa tipo che "non si può dire che di questo caso se ne parli troppo".

La realtà supera la miopia

L'HD o full HD o altissimissimissima definizione o come diavolo si chiama, è una grande invenzione: non vedevo la realtà così da un sacco di tempo, anzi veramente non l'avevo MAI vista così, essendo alquanto miope. Anzi, mi sorge il dubbio: ma esisterà poi qualcuno che vede veramente la vera realtà così? Se esiste i miei complimenti e la mia invidia.

Comunque: questa mi sembra un po' la storia dei vampiri che grazie all'invenzione del cinema ebbero finalmente il piacere di vedere di nuovo il sorgere del sole. Ora, se fosse possibile avere un filmato in full full FUUULLL HD dal titolo: "Arrivo dell'autobus alla fermata vicino casa mia al crepuscolo" grazie al quale io possa avere di nuovo (...vabbè)  la soddisfazione di distinguere nettissimamente il numero dell'autobus già a diverse decine di mt di distanza (probabilmente anche a centinaia di mt di distanza) (e forse riuscire a leggere anche l'ora dall'orologio al polso dell'autista) non sarebbe niente male.

lunedì 13 giugno 2011

A lezione di fischi

In prima media ebbi un'illuminata professoressa d'italiano, una delle poche persone incontrate nella mia vita che ricordi con gratitudine, che sembrava perfino ci volesse bene, e  che tra le altre cose - tipo darci addirittura qualche rudimento di educazione sessuale - organizzò una staffetta di noi alunne (sembrerà impossibile ma era una classe di sole femmine) per andare a turno a casa di una nostra compagna di classe malata di cuore a portarle i compiti e ad aiutarla a studiare, visto che lei per un lungo periodo non poté venire a scuola. A me toccò occuparmi proprio delle lezioni di italiano e storia (sì, devo confessare che ero un pò la pupilla della prof).

La ragazza in questione era un pò più grande di me - io non avevo ancora 11 anni, lei quasi 12 - occhialuta e un pò nasuta, dalla bocca vagamente conigliesca, e di estrazione molto popolare. Viveva in uno strano piccolo appartamento tutto finestre costruito su un terrazzo interno di un palazzone anni '60 (raro esemplare nel nostro quartiere decrepito, il che ai miei occhi lo rendeva una figata), con la nonna.
Questa cosa che vivesse con la nonna naturalmente faceva subito cartone animato giapponese degli anni '80, e accresceva quel leggero fascino che tutta la situazione esercitava su di me.
Un altro aspetto da non sottovalutare era che quando mi avviavo il pomeriggio con libri e quadernetti verso il fantastico palazzone moderno che stava a 50 mt da casa mia per assolvere la mia missione mi sentivo parecchio importante e carica di positive responsabilità: mi sentivo una prof in miniatura, e per una bambinetta educata a casaccio, un pò viziata, un pò di più ignorata, non era per niente una cosa da poco.
La ragazzina, Raffaella (che nome: ancora non conoscevo nessuno che si chiamasse così tranne Raffaella Carrà) era naturalmente molto più smaliziata/sveglia/matura di me: il mio unico punto di forza era il fatto che fossi l'intellettuale della situazione, che sul quadernetto c'avessi gli appunti presi in classe, dalla viva voce della prof e che fossi stata investita dell'autorità di trasmetterglieli.
Ma questo di certo non bastava e purtroppo io mi sentivo  piuttosto a disagio: lei era malata, lei viveva con la nonna, lei aveva una mamma strana che abitava da un'altra parte con altri figli piccoli, lei apparentemente non soffriva tanto di tutto ciò; io ero solo un'imbranatella dall'aria un pò secchiona, con gli occhiali da medesima che non sapeva niente della Vita, se non qualche nozione teorica appresa su Topolino. Insomma c'era di che invidiarla.
I miei sentimenti oscillavano quindi fra il complesso di superiorità e quello d'inferiorità, quasi mai collocandosi in una più equilibrata via di mezzo. Fino al giorno che - fra un  imbarazzo, un mezzo sguardo di sufficienza suo, un altro mezzo sguardo di snobberia mio e un qualche argomento buttato là che sembrava sempre non c'entrarci niente con una delle due- diventammo amiche.

I rispettivi argomenti erano divenuti inaspettatamente interessanti: nè più snobberia, nè sufficienza. Non so più quali fossero esattamente i miei, di argomenti, però mi ricordo molto bene alcuni dei suoi: un particolare fischio fortissimo che sapeva fare e che mi insegnò in più riprese, che si produceva afferrandosi il labbro inferiore con due dita e risucchiando l'aria invece di soffiarla (lo so fare ancora, e ne vado piuttosto orgogliosa); le lettere e le cartoline dai francobolli coloratissimi che le  inviavano due ragazze giapponesi - di Hiroshima addirittura - che aveva conosciuto una volta su un traghetto diretto a una qualche isola (questa cosa mi impressionava parecchio, ma non tanto che le due fossero della città della bomba atomica quanto soprattutto che lei  avesse per  amiche di penna donne 'di una certa età'); la sua natura, un po' grezza un po' furba.
Dopo qualche tempo, la sera, terminata la "lezione", lei prese l'abitudine di accompagnarmi fino al portone di casa mia, e lì restavamo un sacco di tempo a parlare e a consultarci: mi dava consigli su come mettere gli occhiali sul naso per farlo sembrare più carino, suggerimenti su come pettinare i capelli, lezioni su come baciare i ragazzi, ché lei ne aveva avuti già alcuni e vantava una certa esperienza (e io mi immaginavo che questi ragazzi li avesse conosciuti forse in qualche ospedale, ma non glielo chiesi mai).
Ogni consiglio aveva per me un peso e un'autorevolezza indiscutibili: senza alcun dubbio le mani mentre ci si baciava si tenevano così e solo così, e il fermacapelli andava messo proprio in quel punto preciso della testa, non un centimetro più in là.

A quell'epoca non ci pensai mai ma ora mi viene da chiedermelo: l'amicizia forse consisteva - anzi consiste- di questo? Voler  imparare qualcosa - di qualsiasi cosa si tratti, anche la più stupida o inutile - dall'altra persona, e non invidiarla (almeno non troppo) e non pensare che lei dovrebbe invidiare qualcosa a te?
Alla fine l'unica cosa che io veramente ancora invidiavo a Raffaella erano i suoi sgargianti francobolli giapponesi, che avrei tanto voluto mettere nella mia piccola, immancabile, collezione da secchiona. E che lei poi scollò dalle sue cartoline, esattamente nel modo che io le avevo insegnato, e mi regalò.
Io ne fui contentissima, e di tanto in tanto andavo a rimirarmeli, i miei francobolli; ma con un leggero timore, chiedendomi ogni volta se, per caso, non fossero un po' radioattivi.

domenica 12 giugno 2011

Night news

Servizi del tg4 "Night news":
1) Riforme del governo
2) Yara
3) Melania
4) Calcioscommesse
5) Grandine da qualche parte e sole al sud ("molti sono andati al mare")
6) Siria
7) Sceneggiature sul caso Strauss-khan (giuro!)
8) Moda d'estate... DEGLI ANNI '60 (ari-giuro!!!)
Referendum non pervenuto.   

venerdì 10 giugno 2011

Brother & sister

La coppia di più che mezza età seduta di fronte a me in metropolitana, ad un'osservazione più attenta risultava senza dubbio essere costituita da fratello e sorella.
Lei - senza trucco, un pò sovrappeso, capelli corti lasciati grigi - gesticolava, si muoveva e parlava come una ragazzina:  non mi meraviglierei che guardandosi allo specchio non noti la differenza fra la sè stessa di oggi e quella quindicenne.
Lui, dalla voce bassa e l'atteggiamento posato che t'aspetti da qualcuno più vicino ai 50 che ai 40, ma dai capelli invece visibilmente e incongruamente tinti.

Mi sono chiesta chi dei due fosse il più sano.

mercoledì 8 giugno 2011

Regressione

M'è successo un fatto stranissimo: improvvisamente mi sono innamorata di questo tizio qua.
Non so perchè, l'avevo visto solo in due film tempo fa e non m'aveva detto niente, ora è bastato un manifesto di X-men e BUM!
Cioè, ma dico cotta, tipo adolescente, di una figurina dello schermo... Desolante.

Prego solo Dio che non mi faccia incontrare in giro qualcuno che gli somigli.

lunedì 6 giugno 2011

Disintossicarsi coi fennec fox

YouTube mi consiglia Gatto a letto!! Bellissimo perchè ho guardato gatto troppo figo.

Forse è giunto il momento di cominciare a pensare di smettere.

Intuizioni



Chi non avrebbe sospettato dei cetrioli?

venerdì 3 giugno 2011

Metropolitana

DONNA SUI 40: ...c'hai ancora lo smalto? Perchè non ti sei tolta lo smalto?
BAMBINA DI 7-8 ANNI: Perchè mi sono fatta la doccia... e non ce l'ho fatta a togliermi lo smalto...
D: E che c'entra che ti sei fatta la doccia? E guarda qua, hai la faccia sporca... una macchia sotto al naso
B: No, ma sotto al naso è un neo
D: Ah, c'hai un neo sotto la narice, a mamma?
B: Sì

... EEEEHHH???
 "...c'hai un neo sotto la narice, A MAMMA?"?!???

Ma se io conosco a memoria tutti i nei DEL GATTO!

ASL

La signora ottantatreenne che prende 8 diverse pillole al giorno, con cui ho amabilmente conversato questa mattina al CUP si lamentava del fatto di stare buttando due ore là dentro, che c'aveva tante cose da fare.
Annuivo e sorridevo ma dentro mi sono sentita una merdaccia.

domenica 29 maggio 2011

Farefinta





Che certe cose non esistano, e certe altre che non esistono invece esistano, per esempio.

sabato 21 maggio 2011

In qualche modo

Le persone che sono morte, non si potrebbe incontrarle ogni tanto per strada? Per un saluto veloce, mica prendere un caffè o che... Anche da lontano, tra la folla: un sorriso e un cenno con la mano.
Non mi sembra di chiedere tanto.

venerdì 20 maggio 2011

Top(os)

Ho capito una cosa: per fare la giovane attrice protagonista dei film italiani giusti diretti dai registi giusti non importa tanto la faccia -anzi tante volte meglio un pò così, col naso un pò colà-  ma quello che è FONDAMENTALE è il senino perfetto max 2° per l'inevitabile scena del cambio in corsa di canottierina minimalista durante dialogo (confidenze/litigio/rivelazioni) con comprimaria/o/i; canottierina portata rigorosamente a pelle (e sennò a che pro?).

domenica 15 maggio 2011

Le chiacchiere stanno azero

Peccato! Per qualche decina di punti non abbiamo vinto l'Eurofestival, nonostante si fosse tanto parlato della netta superiorità della canzone italiana rispetto alla qualità media delle altre in gara.
Alla fine è stata una lotta all'ultimo voto con il nostro più naturale antagonista. L'Azerbaijan.

martedì 3 maggio 2011

Esseri inferiori

Stavo per svenire nel camerino di Promod mentre provavo dei pantaloni Capri, e il mio unico pensiero era che mi avrebbero trovata stesa lì in terra -magari morta- con le cosce NON depilate. 
Allora la mente ha prevalso sul corpo e appigliandomi alla disperazione di una tale prospettiva sono riuscita a riprendermi.

La beffa è che quei ridicoli fottutissimi pantaloni non mi sarebbero comunque mai entrati, neanche aiutandomi con un calzascarpe.

venerdì 29 aprile 2011

"... e senza extra-massaggio!"

Una volta comprata una crema anticellulite perchè non usarla?

Bella domanda.


In alternativa me la potrei mangiare.

giovedì 28 aprile 2011

Fenomeni non meglio identificati

Oggi ho avuto un deja vu: passando di corsa per lo stesso vicolo ho visto la stessa cicciona bionda ossigenata grande obesa, che alla stessa ora comprava la stessa frutta dallo stesso fruttivendolo.

Però forse potrebbe anche non essere un deja vu perchè l'altra volta la bionda indossava una blusa rosa fucsia
-ricavata da un paracadute, credo- mentre oggi aveva una maglia nera xxxxxxxxxl con davanti la faccia di Minnie.
Sì, in effetti questa discrepanza dovrebbe tagliare la testa al toro. A meno che non mi stia rincoglionendo pure nei deja vu.

Vabbè, a questo punto voglio proprio vedere nel prossimo deja vu cosa si mette addosso.

martedì 26 aprile 2011

lunedì 25 aprile 2011

Pasqua

Ieri sono andata alla messa di Pasqua; non perchè io sia una persona religiosa ma perchè dovevo prendere l'acqua santa.
Al momento della comunione ho osservato un po' la gente che dai banchi confluiva verso la navata centrale: in larga parte si trattava della solita fauna -anziani e famigliuole di evidente religiosità- misteriosamente sempre uguale a sè stessa nei secoli dei secoli, quasi completamente impermeabile alle mode finanche nel taglio di capelli.
Fauna tipica punteggiata però dalla GIOVENTU', questa permeabilissima invece da ogni minima oscillazione della larghezza del fondo dei pantaloni o della piastratura del ciuffo.
In verità il giorno di Pasqua -almeno questa è la tradizione dalle mie parti- è sempre stata la prima grande occasione della stagione per far sfoggio delle ultime tendenze della nuova collezione primavera-estate, quindi niente di nuovo, però quest'anno la nuova collezione da donna pare preveda anche di prima mattina fuseaux strizzatissimi -tatuati, praticamente- con camiciona strategicamente stretta da cinturone fasciante appena sopra le chiappe, su sobria scarpa-decolletè che fra tacco a spillo e plateau raggiunga l'altezza di non meno di 12 cm.
Ed è con questa divisa che diverse teenager si sono avviate un pò caracollando alla mensa del Signore.

Più tardi in cucina ho commentato la cosa con mia sorella, da par mio (cioè da acida zitella moraleggiante): "... Ma insomma queste alla fine sono andate in chiesa per la messa, o per fare acchiappanza?". E la mia saggia sorella: "E qual'è la novità?? In chiesa si è SEMPRE andati per fare acchiappanza... Già Dante e Beatrice."

Non ho potuto che darle ragione.



P.s. L'acqua santa poi se l'è in parte bevuta il gatto; il resto l'ha rovesciata sul pavimento e ho dovuto asciugarla col mocio. Sarà blasfemìa?

venerdì 22 aprile 2011

Venerdì santo su rete4

Le battute del film "Il Re dei re" sono eccezionali!
Ponzio Pilato che si lamenta delle proteste del popolo all'approssimarsi della crocifissione di "tre delinquenti": "...e poi ci si mette anche mia moglie". GRANDE.
Dopo dice al centurione che ha bisogno di lavarsi le mani. "Ma l'hai appena fatto!" gli risponde quello, e lui, guardandosele: "Davvero...?".

Bisogno di certezze

Allo speciale "Il Papa risponde alle domande su Gesù", un prete (...? ma non doveva rispondere il Papa? Sulle domande difficili sfugge) sta rispondendo seriamente alla domanda "Che differenza c'è fra un FANTASMA e il corpo risorto?".

A parte che io avevo sempre saputo che la Chiesa rigettava l'idea dell'esistenza dei fantasmi, ora ESIGO di conoscere la differenza fra la Befana e le streghe di Benevento!

giovedì 21 aprile 2011

"Tacete voi, sepolcri imbiancati, che fornicate con le vostre fidanzate!"


A me, comunque, offendono molto di più le due scemette incoscienti ammaestrate a fare le moraliste per dispetto, che apostrofano parti di corpi femminili estrapolati da pagine di giornale con epiteti ridicoli e battutine puerili cacciategli in bocca da autori dal raffinato umorismo di stampo driveinesco (attualissimo, quindi...), tipo -poichè siamo a Pasqua- dicendo di seni esposti in foto pubblicitarie "...ed ecco le COLOMBE" oppure "...e qui ci fanno vedere le UOVA".

Poi vorrei capire che diavolo c'entrano gli usi e costumi sessuali privati di gente più o meno nota con la figura (e sottolineo FIGURA, non con le persone fisiche in sè: che ce ne fotte a noi che le due tizie nella vita privata siano delle educande?!?) di due ragazzine ammiccanti che si fanno la doccia in hot pants e tacchi a spillo sul bancone di una sorta di telegiornale.
Il bello è che secondo me la gente sa benissimo che questi due generi di cose non c'entrano niente fra loro , e sa benissimo riconoscere un intento ammiccante e malizioso, privo di un benchè minimo briciolo di quell'ironia sbandierata come cifra interpretativa delle "parodistiche" veline, pur se si tratti di un semplice sorrisetto condito da un accosciamento sul suddetto bancone. Però è altresi vero che c'è della gente più semplice e influenzabile di altra che magari poi si fa confondere da tutta questa polvere che gli buttano negli occhi, da questo minestrone di cose che non c'entrano niente l'una con l'altra, ma i cui sapori vengono livellati tutti dall'aggiunta di un bel dado rancido di moralismo concentrato.

Che dire oltre, dunque? Niente, solo che in tutto ciò la cosa più oscena è la faccia di Antonio Ricci.


P.s. Vale la pena citare l'interessante siparietto durante non mi ricordo quale trasmissione di Canale 5, in cui una tizia/opinionista (vabbè... non mi ricordo chi) per difendere l'innocenza del concetto di "velina" disse di aver visto le due incarnazioni del suddetto in discoteca, semplicissime nell'atteggiamento e nell'apparenza -in jeans, maglietta e scarpe da ginnastica- circondate da nugoli di ragazzine truccatissime, minigonnatissime, arrampicate su trampoli 12, LORO SI', conciate "da veline"...

lunedì 18 aprile 2011

Il dono dell'obliquità


Fino a una certa età ho avuto la fissazione di mettere la roba dritta (il termine tecnico è "nevrosi ossessiva"). Ci passavo un bel pò di tempo in quest'attività, per esempio a porre gli occhiali paralleli al bordo della scrivania quando me li toglievo la sera per dormire (usavo la scrivania come comodino) o a mettere le scarpe perfettamente allineate fra loro e perpendicolari alla parete, o a raddrizzare le chiavi nelle toppe degli armadi, o a sistemare le sedie intorno alla tavola (usando come guida la linea delle mattonelle a terra), ecc.
Man mano però mi resi conto che è assolutamente impossibile mettere gli oggetti veramente dritti. A questa conclusione ci si può evidentemente arrivare sia per via filosofica che per via matematica: io ci arrivai per via empirica e, soprattutto, per disperazione, perchè ci sprecavo veramente troppo tempo ed era evidente che pure se avessi usato squadre e goniometro degli oggetti irregolari come le pantofole realmente parallele fra loro non ci sarebbero mai state. A quel punto cominciai a mettere la roba in maniera obliqua.

Apparentemente questo potrebbe sembrare un grosso progresso (e in un certo senso lo è perchè cercare di mettere le cose dritte può diventare un vero e proprio incubo): in fondo gli oggetti sono naturalmente disordinati, non paralleli o perpendicolari fra loro, verità di cui avevo appunto appena preso piena consapevolezza.
Ma in realtà la cosa non è così semplice. Mica basta lasciare la roba così, come la dispone il fato, o addirittura dargli una parvenza di ordine come si fa in genere quando per esempio ci si tolgono le scarpe: il fatto è che ci potrebbe esssere una remotissima -ma teoricamente non irrealizzabile- possibilità che le scarpe finiscano per essere REALMENTE parallele fra loro... però poi si ricadrebbe di nuovo nella questione che l'effettiva parallelità fra due oggetti è impossibile, e si finirebbe in un cul-de-sac.
A questo punto la soluzione -e chiunque non può che darmi ragione- non poteva essere che una: gli oggetti dovevano essere sistemati in maniera esageratamente obliqua, di modo che non fosse possibile nessun equivoco o ambiguità. Venendo all'atto pratico, essi dovevano essere disposti -fra loro e rispetto ad altri o a superfici o linee limitrofe- di modo da realizzare angoli ottusi o acuti abbastanza netti. Fermo restando che rimane comunque una bella scocciatura, si può ben capire che formare degli angoli del genere è una passeggiata di salute rispetto all'impresa disperata di creare linee perfettamente parallele e/o perpendicolari: questa nuova soluzione si poteva a buon titolo considerare una vera e propria boccata d'aria.
Fu così, quindi, che uscii definitivamente dalla fase dritta ed entrai in quella obliqua: avevo circa 10 anni, forse 11 (che mi suona meglio in quanto numero dispari, ma questo è un altro capitolo).

A tutto c'è un limite

Ho cliccato sul link a una pagina di becerissimo e contortissimo gossip sugli inciuci di una tizia del Grande Fratello, e m'è uscita la seguente scritta: "Il sito Web HA RIFIUTATO di visualizzare la pagina Web". Non m'era mai successo.

giovedì 14 aprile 2011

E' uno sporco lavoro ma...

Quanto non sopporto la gente che vuole avere a tutti i costi ragione anche se il novanta per cento delle volte ha torto marcio!
E meno male che a riequilibrare la situazione ci sono io che ho SEMPRE ragione.

giovedì 7 aprile 2011

..."Le 100 cose più fastidiose del mondo"

#) Quando nell'autobus qualcuno ti tossisce dietro la testa

#) Quando nell'autobus qualcuno ti tossisce E starnutisce dietro la testa

#) Quando ti sei trovata un bel posticino -vicino al finestrino, spalle al muro- nell'autobus, e ti si siede a fianco qualcuno che tossisce e starnutisce. Voltandosi dalla tua parte mentre lo fa, per educazione verso i passeggeri circostanti

#) Quando ti sei autoconvinta che il tizio a fianco che tossisce e starnutisce abbia una GRAN brutta allergia -poraccio- e poi lo senti lamentarsi al cellulare che l'antibiotico non sta funzionando

mercoledì 6 aprile 2011

Non biodegradabile

Ci sono alcuni disastri ecologici che mi lasciano sgomenta, e mi suscitano ansiosi interrogativi.
Tipo: sarà mai possibile ripristinare lo stato originario della faccia di Nina Moric?

venerdì 1 aprile 2011

Cartoonia


Ieri sera ho visto alcune donne lampedusane che spiegavano al giornalista di Annozero perchè non gradissero particolarmente la venuta berlusconiana nell'isola: "Che bisogno c'era di aspettare fino ad oggi per prendere questi provvedimenti?" -diceva una signora alquanto alterata- "quello che vogliono fare ora non lo potevano fare già da PRIMA?!?".

M'è venuta in mente la battuta immortale pronunciata da Roger Rabbit allorquando faceva scivolare la mano fuori dalla manetta mentre Bob Hoskins stava sudando sette camicie cercando di tagliare il ferro con un seghetto. "Ma... allora tu avresti potuto liberarti in qualsiasi momento?!" esclamava l'allibito detective. E il memorabile coniglio rispondeva: "Non in qualsiasi momento... SOLO quando faceva ridere!".

... TAA-DAAAAH!!!

martedì 29 marzo 2011

Etologia 2

AAAAAAH... ho capito cos'è quella fissazione del gatto di levare i quadri dai muri: vuole scoprire se c'è qualcosa dietro.
Gatto, guarda che è inutile, là dietro non c'è nessuna cassaforte.

(... ODDIO, ma allora VERAMENTE pensa di essere Cary Grant in Caccia al ladro!)

sabato 26 marzo 2011

Corallo



Non molto lontano da dove abito io, dopo una breve strada in salita, c'è una piazzetta dove fanno stazionamento alcune linee di autobus.
Si tratta di una piazzetta dignitosa, tutto sommato abbastanza ben tenuta, in cui credo che i residenti s'intrattengano anche con un certo piacere, forse non raccomandabilissima di notte. Ovviamente la piazzetta ha un suo nome proprio ma quasi tutti la chiamano "piazzetta del corallo" perchè fino ad alcuni decenni fa lì c'era un cinema -il "Cinema Corallo"- che costituiva la principale attrazione non solo della piazzetta ma di un bel pò di circondario (l'altra attrazione erano le giostrine, e quelle ci sono ancora). Dato che l'uso del nome vero della piazza è di fatto abbandonato si possono sentire spesso frasi tipo "Scusi, questo autobus va al corallo?" oppure "Ci vediamo su al corallo", anche dalla bocca di ragazzini nati dopo che il Corallo era già bello che defunto; abbastanza diffusa è pure l'espressione "in mezzo al corallo", per es.: "Ho lasciato la macchina in mezzo al corallo", che sta ovviamente per "in mezzo alla piazza del corallo", ecc.


Ora, mi stavo immaginando un pòstero -molto di là da venire- che potesse da una qualche fonte apprendere l'antico uso della locuzione "in mezzo al corallo" per designare quella particolare area, essendo però completamente all'oscuro di qualunque altra notizia in merito.
Credo che quel tizio non potrebbe pensare niente di meno che lassù una volta ci arrivasse il mare, e che ci fosse una bellissima barriera corallina.

giovedì 24 marzo 2011

Giochiamo a Barbie e Cyrana

Apprendo in questo momento dalla tivù che ora le bimbe (ma anche i bimbi, perchè no) hanno a disposizione una nuova versione del bambolotto Ken, al quale possono dire frasi d'amore o d'apprezzamento (ma anche male parole o oscenità, perchè no), pensando però di rivolgerle in realtà a Barbie, e poi ascoltare il pupazzo che le ripete con voce da maschio alla sua annosa fidanzata.

Prevedo inediti sviluppi nelle sfaccettature dell'identità sessuale negli anni a venire.

mercoledì 23 marzo 2011

Etologia

Vorrei capire quale impulso spinge il gatto a cercare di staccare i quadri dai muri. Forse crede di essere Cary Grant in "Caccia al ladro".

... No, però non regge, quello era ladro di gioielli.
Allora MAH.

giovedì 17 marzo 2011

Riveduto e corretto



Ottava stazione: "Gesù si passa il lucidalabbra per la terza volta"

Sentimenti FORTI

Quando non si riesce a farsi amare da qualcuno farsi odiare può essere una valida alternativa

martedì 15 marzo 2011

Imitation of death



Ieri ho visto il manifestino a lutto di una certa Ilaria Sofia Qualcosa (non sono riuscita a leggere quanti anni avesse perchè ero sull'autobus).
Ilaria Sofia.
Mi sono immaginata i suoi genitori, un numero indefinito di anni fa, starci a pensare mesi per decidere di battezzarla con quel nome composto da due nomi belli. Poi me li sono visti tirarla su con ogni attenzione, la madre inculcandole la cura dei suoi capelli bellissimi e la consapevolezza della sua femminilità, il padre portandola in palmo di mano come un preziosissimo gioiello. Poi ho visto lei (con quel nome...) intraprendere lo studio della danza classica, riuscendo al contempo a portare comunque brillantemente a termine gli altri studi. E intanto forgiare il suo carattere unico attraversando le sofferenze, gli amori, le passioni.
L'ho vista infine realizzare la sua essenza, che poi è di ognuno: quella di piccolo capolavoro dell'Umanità.


Ma è stato tutto inutile.

venerdì 11 marzo 2011

La fantasia dei pubblicitari è un qualchecosa


Credo che la storia sia questa: la donna (ricchissima) sta aspettando l'arrivo dell'ambulanza -essendo chiaramente allo stremo, sull'orlo del collasso, quasi terminale, più di là che di quà- ma, per un malinteso senso della dignità e del decoro, ci tiene a varcare la soglia del Pronto Soccorso perfettamente acchittata nel suo total-look Valentino.


Altrimenti qualcuno mi trovi un'altra spiegazione valida.
(... nooo, ma non c'è... NON C'E'!)

lunedì 7 marzo 2011

domenica 6 marzo 2011

Comodamente a casa vostra

Queste le abbiniamo all'abitino paillettato che piace a tutti, che sono la morte sua:

(E' interessante notare che queste sobrietà costano sempre qualche centesimo meno di 40 dollari, o euro che siano: 40 dev'essere una specie di numero tabù, di soglia invalicabile oltre la quale non potere osare... Verosimilmente dev'essere stato dimostrato, con sofisticati test, che la visione di questi articoli in combinazione col numero 40 fa nascere nel tipo di pubblico che normalmente li apprezzerebbe una nuova consapevolezza, accompagnata da una reazione verbale del tipo: "Ma CHE COS'E' questa MERDA?!?")

Sono un genio del nonsense

Ho scoperto che c'è qualcuno che legge questo blog dal Giappone. Spero solo che non usi Google traduttore.


(O forse E' MEGLIO che usi Google traduttore.)

venerdì 4 marzo 2011

..."Le 100 cose più fastidiose del mondo"

#) Quando entra uno scarrafone volante in casa

#) Quando entra uno scarrafone volante in casa, e hai un piede ingessato

(...ok, non è molto usuale ma posso assicurare che è VERAMENTE fastidioso)

mercoledì 2 marzo 2011

The Closet

A proposito di abitini: mi sono appropinquata all'armadio ben decisa a mettermi un certo scamiciatino blu con un certo dolcevita grigio (tutta roba cinese: volevo essere chic), ma al suo interno ci ho trovato di tutto -anche roba dispersa nel '15-'18- TRANNE quelle due cose là.

La prossima volta andrò verso l'armadio con la testa completamente sgombra di qualsivoglia ipotesi di abbigliamento, farò il vuoto pneumatico mentale, penserò alle nuvole: EGLI non deve conoscere le mie intenzioni in anticipo.

martedì 1 marzo 2011

Offertone della settimana!

L'abitino mozzafiato che piace a tutti:



... SICURO??

(soprattutto in quella taglia LA')

venerdì 25 febbraio 2011

Chiambretti di notte

Piero Chiambretti sta prendendo una brutta china. Passare da furbo folletto che fa domande irriverenti a vecchio viscidello che parla per doppisensi suini è un niente.

giovedì 24 febbraio 2011

Humanwatching

Mai visto due che si fanno la corte?
Si fronteggiano come in una lotta, con i piedi ben saldi a terra e cinquanta centimetri d'aria fra i loro nasi. Se uno dei due, per imbarazzo o chi sa perchè, fugge con lo sguardo fuori dalla piccola sfera che li avvolge, l'altro con gli occhi lo riacchiappa subito e ce lo ricaccia dentro. Uno scappa e l'altro lo riprende, a turno, finchè poi non scappano più.
S'incontrano in un altro giorno, i centimetri d'aria fra i loro nasi sono diminuiti. Però l'energia misteriosa e promettente che circolava in quella loro sfera non c'è più.
Ce ne sarà un'altra, ma quella no.

..."Le 100 cose più fastidiose del mondo"

#) Quando ti mordi il labbro masticando il chewing-gum

#) Quando dopo un pò te lo rimordi di nuovo

#) Quando ormai hai il labbro tumefatto e te lo mordi pure mangiando il brodo

#) Quando da un giorno intero non te lo mordevi più e pensavi di esserne fuori. E invece te lo rimordi

Rivalutare il Manuale della stampante

Questi nuovi film-commedia italiani industriali mi sembrano delle emerite scempiaggini.

(Veramente non ne ho visto nemmeno uno ma così, sulla fiducia)

martedì 22 febbraio 2011

Biodiversità

In un angolo del soffitto del bagno c'è una ragnatela.
Ora: le regole di civiltà del nostro mondo vorrebbero che io la eliminassi senza por tempo in mezzo, ma non lo so... Adoperando un attrezzo rudimentale (la scopa), fra l'altro neanche costruito da me, dovrei distruggere un sofisticato artefatto per la cui realizzazione quella povera bestia s'è fatta il mazzo e ha versato fiumi di bava. Con quale diritto?
Certo, la casa è la mia, ci abito io e dovrei difenderla dagli intrusi e dalla zozzeria, ma immedesimiamoci nel punto di vista ragnesco: cosa diavolo ne sa, l'animaletto, di contratti, proprietà, pulizia, CASE? I suoi unici interessi sono l'ingegneria ragnatelesca, il reperimento di superfici adatte a sostenere la sua opera, e -forse- i 101 modi di degustare un insetto imbalsamato. E' un universo alternativo in cui io non sono altro che una grossa massa fuori fuoco che si sposta molto lentamente laggiù, da qualche parte nel baratro.
... No, mi dispiace, non ci sto, non ci penso proprio. Per me la ragnatela può restare al suo posto, io non alzerò la mia scopa contro di essa, a costo di essere bollata come ZOZZONA.

Poi il giorno che mi cade una mosca imbozzolata in testa mentre mi faccio la doccia ne riparliamo.

Lo "zoccolo duro"

Stasera piuttosto che guardarmi la nuova eccitante fiction di Raiuno Cugino & cugino mi faccio monaca.



UPDATE
Voglio conoscere gli sceneggiatori della fiction Cugino & cugino, SUBITO.
Chiamatemi pure sadica, chiamatemi malvagia, ma DEVO sottoporli alla più terribile delle torture: fargli vedere una puntata della fiction Cugino & cugino.

giovedì 17 febbraio 2011

I mobili immobili

Nei primi anni '70 vennero di moda i mobili colorati: scaffali azzurrini, librerie arancioni, tavolini gialli (e vetri fumè, vetri fumè dappertutto, ante di librerie fumè, ripiani di tavolini fumè, specchi fumè negli ingressi... chissà perchè questo trionfo del vetro fumè: forse perchè allora si fumava molto e senza remore? Potrebbe essere una spiegazione).
Comunque questa mobilia colorata - e scomoda, piena di irrazionalissimi spigoli acuti o ottusi e ampie e ingombranti curve - ebbe un certo successo per alcuni anni, dopodichè, come niente fosse stato, si tornò alla NORMALITA' dei mobili di legno o color legno o imitazione legno, al massimo al nero o al bianco (i colori si rifugiarono nelle cucine e lì sopravvissero discretamente fino ai giorni nostri).
Perchè?
Se ci si pensa come cosa è piuttosto strana, anche se mi si potrebbe obiettare che la stesso succede nella moda: per esempio con le spalline spaziali degli anni '80 in seguito completamente rinnegate, sparite, rimosse. Però no, secondo me non è la stessa cosa perchè il mobilio è di assai più ampia gittata rispetto all'abbigliamento, basti pensare che c'è gente che compra tuttora salotti e camere da letto in stile veneziano, mentre potrei affermare con quasi assoluta certezza che un mobile-bar giallo, squadrato come un mattone lego (e con le stesse proporzioni) è molto difficile che qualcuno oggi come oggi se lo piazzi in casa.

Ciò non toglie comunque che in alcuni appartamenti abitati da gente diciamo all'avanguardia negli anni '70, che ora -ironia della sorte - ha 70 anni, si possano trovare tali pittoreschi pezzi di mobilio, se non addirittura arredamenti interi in stile psichedelico, talvolta con un assurdo effetto "astronave di Spazio 1999" (ancora più assurdo, ma più assurdamente coerente, se poi magari le signore ivi abitanti si ostinano ancora a truccarsi e pettinarsi come usavano fare nei loro 30 anni; allora l'effetto Spazio 1999 è totale).

Ma tornando al problema del perchè del tramonto di tutto uno stile di arredamento io mi chiedo: può essere successo semplicemente perchè quello stile faceva obiettivamente cacare? Non so, questa ipotesi non mi convince del tutto. Quà si tratta di una svolta importante perchè alla fine ha ripiombato il pubblico nel tunnel dei mobili VISIBILMENTE di legno. Solo io percepisco il senso di schiavitù di questa imperante estetica della (finta) venatura lignea? Mi si potrebbe parlare dell'Ikea, e dei suoi imitatori, ma bisogna pur sempre ricordarsi che i famosi colori dell'Ikea esistono per occultare in maniera dignitosa la fattura essenziale per non dire miserella dei mobili, e alla fine si riducono più che altro al rosso e... ? Ai soliti nero, bianco e LEGNO.
Niente, secondo me la spiegazione è che è successo qualcosa. La gente a un certo punto ha avuto paura dei suoi mobili colorati e li ha buttati via; le fabbriche, anche, si sono spaventate e non li hanno più prodotti. Saranno stati associati a qualcosa di negativo? Sarà che la vita non era più colorata e quei mobili ci facevano a cazzotti? Sarà che una scenografia colorata sullo sfondo non è per tutti, ed è stato necessario (auto)sradicare l'illusione che lo fosse? Sarà che il neutro và con tutto, soprattutto con una quotidiana, comoda e immobile apatia?
O sarà che in fin dei conti per illudersi di essere proiettati verso un vivo e colorato futuro sono sufficienti due metri lineari di pensili in cucina?

lunedì 14 febbraio 2011

Assicurazione sul futuro

Se un giorno non fossi più depressa nè disorientata questo blog dovrebbe chiudere.


Tuttapposto, non c'è nessun pericolo.

Premio "Scusa dell'Anno Rifilata ai Controllori dei Biglietti sull'Autobus"

"... E' che veniamo ora da un morto, non ci abbiamo proprio la testa. E poi i tabaccai erano tutti chiusi."

(Deciditi. O non ci stai con la testa O i tabaccai erano chiusi: la linea di difesa dev'essere UNA, ferma, chiara e decisa, CAZZO)
(... ma sono obiezioni inutili, visto che ha funzionato. E io non posso che inchinarmi)

N.b.: la tizia della scusa portava un miniabito a righe tipo apemaia, però verde sgargiante, e caschetto di capelli rosso lucido visibilmente freschi di parrucchiere (forse per San Valentino). Le due amiche/sorelle/parenti invece erano il trionfo del fucsia e degli stivaloni à la D'Artagnan.

Insomma uno stile che a un funerale è la morte sua.

Breakfast with Fiesta

"La mia vita è come la pubblicità della Fiesta" dice la tizia della pubblicità della Fiesta magnandosene una.

e-EHM... : la mia vita è come un meraviglioso romanticissimo FILM hollywoodiano a lieto fine degli anni '60.


... no, non funziona.

domenica 13 febbraio 2011

IULEEENZ

Vorrei avere sotto mano il facinoroso che fa partire l'applauso nel pubblico di Domenica 5. E anche quello che urla BRRRAAAAVOOOOO!!!
(sarà lo stesso?)

sabato 12 febbraio 2011

"Era esasperato"

Ora vorrei sapere perchè nei vari tg stanno leggendo OTTANTACINQUEMILA volte la lettera del suicida padre delle due gemelle; poco fa sul 5 anche la lettura espressiva, col testo scritto in video, ci dovesse sfuggire una sillaba.
A quando la drammatizzazione?

venerdì 11 febbraio 2011

Le ragazze di papi

Queste sono le donne che frequenta Berlusconi:


E queste sono quelle che scendono in strada per difenderlo:


Ci devono essere alcuni passaggi logici che mi sfuggono.

giovedì 10 febbraio 2011

Arrendiamoci

Ad Annozero parlano i pensionati di Arcore (inteso come paesello) che sostengono Berlusconi, peccatore sì ma difensore della famiglia. E poi -dice un nonnetto all'uscita dalla messa- "avessi la possibilità, andrei anch'io con qualche bella tosa".

Altro che corruzione di minorenni, Berlusconi è corruttore di ultra-sessantenni.

Coscienza civile

Due ragazzi ipnotizzati davanti a uno scaffale del supermercato

LEI: "... COLGATE o ORAL B??"

LUI: "....
...
... mh...
... Colgate è una multinazionale..."

LEI: "...e Oral b??"

LUI: "...
...ummmh...
... "

lunedì 7 febbraio 2011

Sangue

Quand'ero piccola mi usciva spesso il sangue dal naso. Non tre gocce: me ne usciva un bel pò, da inzupparci asciugamani. Poi un bel giorno ha smesso.
Non ho mai saputo quale ne fosse la causa, perchè avesse cominciato, perchè abbia smesso.

Secondo me questa potrebbe essere una bella metafora di qualcosa. Ma non so di cosa.

Ipersensibilità

Ma quale sarà il numero massimo di volte che si può ascoltare la notizia che un uomo s'è buttato sotto un treno facendo prima sparire nel nulla le due figliolette?
Io credo di aver esaurito la mia quota di volte.

venerdì 4 febbraio 2011

Mania o persecuzione?

Uff, niente... Questi continuano a seguirmi.
Stasera uno di loro, un tristo lungagnone, si aggirava nei miei paraggi tipo avvoltoio, facendo il vago; sono scesa al piano di sotto del negozio e dopo un pò me lo ritrovo di nuovo dietro. Lo sbircio e quella faccia di corno mi riguarda pure... Alla fine mi giro di scatto e gli faccio: "scusi, ma lei lavora qui?": quello mi fa cenno di no con la testa, con gli angoli della bocca all'ingiù, l'innocente... "Mah, mi sarò sbagliata..." penso.
Ritorno sù e vado a misurarmi una maglia in camerino: come esco lo spilungone non sta di nuovo là? E subito si volta dall'altra parte facendo finta di guardare lo stand dei... reggiseni?!
...

Ma insomma perchè, cazzo... PERCHE'???

Imprevisti della chimica

Le nuove eco-buste per la spesa puzzano di sugna bruciata; proteggeremo pure l'ambiente, ma a me mi viene da vomitare.
Bella sòla.

giovedì 3 febbraio 2011

Il brivido della notorietà

Il furto della salma di Mike Buongiorno m'ha un pò colpita e mi ha suscitato alcune riflessioni.
Innanzitutto ho notato che molti telegiornali parlavano di "furto della BARA di Mike Buongiorno"... Non capisco questo pudico eufemismo: mica si son fregati la bara vuota , anzi se la sono presa proprio per il contenuto. Vabbè.
Poi mi ha sorpreso la famosa tomba di famiglia, più volte inquadrata. Piccola, umile, due loculi a castello e via a andare, roba che qualsiasi farmacista qui nel cimitero della mia città al confronto c'ha un mausoleo; insomma mi aspettavo qualcosa di più sfarzoso... Inoltre ho notato che ogni camposanto è paese: il solito font standard per le iscrizioni, la cornicetta d'ottone striminzita, standard pure quella (ce l'ha uguale mia nonna buonanima) e la foto... Un grande classico: la foto del defunto nei suoi 40 anni circa d'età, sorridente e al meglio della forma.
Quella del buon Mike doveva risalire almeno ai tempi di "Scommettiamo?".

Ecco, questa cosa qua mi ha sempre fatto una certa impressione... Ognuno deve essere cosciente che oltrepassati i 35, qualunque foto si farà in cui stia BENE (tipo quando ti dicono "In questa foto stai benissimo!"... Ecco, quella) potrà essere LA FOTO, la foto eterna. Al punto che a me verrebbe quasi di cercare di stare una merda in tutte le foto che mi fanno -senza grossissimo sforzo peraltro- con particolare attenzione a quelle di matrimoni et similia, che là c'hai pure il vestito buono e i capelli fatti.
Ma nonostante tutte le precauzioni è proprio così che andrà, com'è sempre andata: la tua faccia con annesse generalità diventerà di dominio pubblico, alla mercè di ogni passante il giorno che su un loculo verrà attaccata quella foto là, in cui sei vestito strano e con quel sorriso da deficiente.
L'unica novità forse è che oggi anche noi illustri sconosciuti ci arriviamo già abituati, grazie a facebook.

mercoledì 2 febbraio 2011

I consigli

Io e mia sorella ci siamo scambiati consigli su:
dolcetti, gelati, fermagli per capelli, collane, regalini da fare, litigi, tagli di capelli, calze, latte detergente, latte idratante, maldigola, malditesta, ricette di dolci, shampoo, canzoni, computer, stampanti, penne, lucidalabbra, differenza d'età con gli uomini, anticellulite, stivali, soffritto, carta da parati, ombrelli antivento, dieta, libri, film, gatti

e l'altra sera sulle creme antirughe.

martedì 1 febbraio 2011

Maestra in minestrone

Nella vita bisogna essere maestri in qualcosa, fosse pure chiudere i sacchetti dell'immondizia (o scendere a buttarli)

lunedì 31 gennaio 2011

C'era una volta

Una volta si stava accoccolati comodamente nella vita, senza orizzonti, senza limiti, senza scadenze.
Una volta passavo interi pomeriggi seduta sul tavolo per stirare, leggendo Topolino.

Installazione

L'altro giorno intravvidi in tivù tale Guendalina (e io che pensavo che nomi del genere si fossero estinti a metà del novecento... Sono proprio piena di pregiudizi) del Grande Fratello numeroacaso, che teneva sulle lunghe lucide gambe accavallate la sua creatura di pochi mesi.
Sembrava un tenero agnellino sacrificale appoggiato in precario equilibrio sulla superficie scivolosa di un oscuro oggetto d'arredamento plasticoso volutamente-volutamente? ...SFACCIATAMENTE kitsch

..."Le 100 cose più fastidiose del mondo"

#) Quando, appena coricata -TARDISSIMO- aggiustata rimboccata tolti gli occhiali spenta la luce FATTO TUTTO, prendi il bicchiere per bere un sorso d'acqua e te la butti addosso

#) Quando come sopra tale e quale, D'INVERNO

#) Quando come sopra, ugualissssssimo, però causa lieve torsione del gomito l'acqua va direttamente sul materasso

sabato 29 gennaio 2011

1984

A notte fonda su rete4 Claudio Cecchetto giovane in blazer blu con stemma nautico introduce cantanti e video musicali continuando a strepitare: "E' qui con noi, a Supersanremo 1984: ...!"

Ma come fa a ripetere e ripetere "1984" con tanta leggerezza? Non si accorge di quanto fa male?


(e poi che diavolo è SUPERSANREMO? Io non mi ricordo che sia mai esistito)
(...però purtroppo mi ricordo praticamente TUTTE le canzoni di SUPERSANREMO 1984)




AAAAH... ho capito. Le canzoni di Supersanremo '84 erano le stesse di Sanremo '84. Scema io.

Autobiografia

A tutti quelli che, fra i miei lettori (secondo riscontri incrociati delle statistiche di Adesso/Giorno/Settimana, dovrebbero essere 1 o 2, e piuttosto abitudinari) si stessero chiedendo ansiosamente come mai io porti il nome del noto perossido rispondo: semplicemente perchè ne faccio un uso (esterno) smodato.
Cosa c'è di più rassicurante infatti di una ferita ripetutamente ustionata con l'acqua ossigenata?

(se poi qualcuno di quei lettori -diciamo 2 quinti di lettore ca.- mi stesse ora inquadrando come "fottuta autolesionista che si procura tagli magari con armi improprie", sappia che per "ferite" si intende: 90% graffi e/o morsi di gatto; 10% lesioni causate da colpi originariamente destinati ad ortaggi e non andati a buon fine)

venerdì 28 gennaio 2011

Autosufficiente

Sembra che la nuova frontiera del ritocco estetico sia lo spostamento del grasso da una parte all'altra del corpo.



Colui che un dì coniò l'espressione "faccia di culo" ebbe l'occhio molto lungo.

giovedì 27 gennaio 2011

Inspiegabilità

Ezio Greggio dà del lei a un cucciolo di cane. Non riesco a collocare la cosa in nessun modo.
Cioè, fosse stato un cane adulto...

mercoledì 26 gennaio 2011

I calendari vecchi

I calendari vecchi assillano la mia stanza. Prima ce li avevo appesi al muro, uno sull'altro, indietro indietro fino al 2005; un mesetto fa la decisione ardita: toglierli dal muro, e accatastarli su uno scatolone.
Il fatto è che mi dispiace buttarli, sono belli: cioè, conservo degli oggetti orrendi, perchè dovrei buttare proprio i calendari?
Ci sono quelli dei gatti, naturalmente: gatti in fotografia, gatti all'acquarello, gatti al pastello... Poi ci sono quelli gentile omaggio della nota ditta di erboristeria: ah, quelli poi sono bellissimi, raffinati, curati... dai, ma come si fa a buttarli? Ce n'è uno che mi portò mia sorella a Natale 2007, con certe slavate bamboline bislunghe o quel diavolo che sono... 'na mezza ciofeca ma sempre meglio dei regali che in genere mi fa mia sorella: e infatti chi se lo ricorda il regalo del Natale 2007? Però c'ho ancora il calendario.
Ma il fatto è che sono pure tristi. E inutili, inutilissimi; c'è qualcosa di più inutile di un calendario vecchio? Anzi, sono tristi proprio per la loro inutilità, e perchè sono passati di moda... C'è qualcosa di più passato di moda di un calendario vecchio? Per essere precisi i calendari vecchi non sono passati di moda: sono TRAPASSATI di moda.
E io non riesco a buttarli.
Che tristezza.

martedì 25 gennaio 2011

Il rosso e il blu

Non so perchè ho questa strana idea che gli uomini abbiano capacità verbali inferiori a quelle delle donne e che ciò sia dovuto al TESTOSTERONE. L'avrò letto da qualche parte? L'avrò sentito in un film? Me lo sarò inventato io? Mah. Fatto sta che però -a fronte di questa verità scEntifica- esistono poi alcuni uomini capaci di esprimersi in maniera brillante. E quindi?

Credo funzioni così: ogniqualvolta un uomo tenta di articolare verbalmente un qualsiasi pensiero, all'interno di costui inizia un epico combattimento fra ormoni e connessioni neuronali, da visualizzarsi come piccolissimi lottatori muscolosetti di greco-romana (le connessioni neuronali sono quelli con le braghe blu); a seconda di chi ha la meglio il parlante si esprimerà come un australopiteco o da fine intellettuale. Ragion per cui quando sento una frase intelligente ben espressa uscire dalla bocca di un uomo, beh, tanto di cappello, poraccio.

Amore

Il mio ex fidanzato, o quello che era, disse: "...e ricordati che un altro fesso come me tu non lo troverai più... Un altro che ti vuole bene come me non lo troverai MAI più!"

Se si trattava di un estremo tentativo di riavvicinamento direi che l'argomentazione non funzionava proprio.
Se invece era una maledizione sta funzionando benissimo.

lunedì 24 gennaio 2011

Il dubbio

Nei grandi magazzini le guardie che tengono d'occhio i clienti mi pedinano. Perchè?
Esercito una particolare attrazione sulla categoria? O c'ho una faccia da ladra?


...sarà mica paranoia?