lunedì 19 marzo 2012

Senso pratico



Guardando "Midnight in Paris" ho capito che Woody Allen è veramente, veramente intelligente: prima dei titoli di testa del film ci ha messo buoni cinque minuti di inquadrature fisse di Parigi con musica di sottofondo affinché la gente in sala potesse sfogare tutto il suo naturale bisogno di chiacchiericcio iniziale passando gradatamente dai fattacci propri ("ma non erano meglio quei posti là?" "oops, non ho chiuso il cellulare" "mamma, che caldo!" "Pina non è venuta?", ecc.) ad un brusio pertinente ("uuuuh, PARIGI" "uuuuh, il lungosenna" "uuuuh il Trocadero", ari-ecc.) e quindi, al momento giusto, SI STESSE ZITTA.
Fottuto genio.

Cambiare tutto, cambiare niente



Nella mia famiglia c'era questa abitudine di cambiare sempre le cose.
No, non "cambiare le cose" in senso esistenziale - per carità! - ma proprio nel senso di andare al negozio a cambiare le cose appena comprate.
Si cambiava veramente di tutto: fra le cose più strane mi ricordo, per esempio, un cavolo, delle scatole di pomodori, dei materassi, un pappagallo.
Le motivazioni: il cavolo perché era troppo giallo ("con quella luce non si vedeva bene il colore"), le scatole di pomodori perché erano ammaccate, i materassi perché erano troppo lunghi  per i letti (...) e non si riusciva agevolmente a rigirarci il bordo delle coperte sotto e il pappagallo perché era spennato sulla testa.

E niente, mi sembrava una cosa ragguardevole da ricordare. 

venerdì 16 marzo 2012

Perfettibilità

In un altro universo in un'altra dimensione starò a perdere tempo su internet dallo stesso computer sullo stesso tavolino dell'ikea con lo stesso maglione rosso addosso e col medesimo mal di testa. Ma con il naso prensile.

giovedì 15 marzo 2012

Riciclaggio

Visto che è fisiologico il turn over nel pubblico ed è probabile che il lettore degli inizi di questo blog si sia disaffezionato lasciando il suo posto ad un altro (forse), ho deciso di riciclare qualche post vecchio
(e un po' anche perché è un momento che non so che minchia scrivere).

Un pomeriggio invernale
Sono uscita fuori dalla metropolitana dalla nuova finta scala definitiva, giusto in mezzo alla piazza, ieri sera alle 8 e mezza. Credo che la scala sia finta definitiva, ma potrebbe anche essere veramente definitiva. Però mi sembra strano che in mezzo al cantiere informe, enorme, senza capo nè coda si possa individuare una scala definitiva, così piccola poi. Mah.

Salendo si vedeva un pezzo di cielo, piatto, un muro di piombo. E invece no, era proprio il cielo; è che le giornate si stanno accorciando, già si sente puzza d'inverno, già l'aria è morta a quell'ora, non un suono, non un cinguettìo. Il cielo era grigio scuro, io mi sono concentrata solo sulle insegne al neon difronte, sopra i palazzi, camminavo e guardavo solo quelle, in alto. Poteva essere gennaio, febbraio, poteva essere il cielo di un pomeriggio di temporale invernale, era uguale. L'asfalto buttava calore, gente parlava al telefono in arabo o quello che era, ragazze coi trolley, in canottiera, camminavano sulle strisce nella penombra e nel silenzio, le macchine si fermavano controvoglia per farle passare, loro affrettavano il passo, e pure io. Sempre con la testa nei neon, in un pomeriggio invernale immaginario. Sono sicura che se un giorno mi ricorderò di questo giorno sarò certa che era un pomeriggio di pioggia, d'inverno, gennaio o febbraio.

mercoledì 14 marzo 2012

La lista della spesa bipolare

Sul nastro trasportatore della cassa del supermercato la tizia dietro di me ha scaricato due scatoloni di cereali integralissimi, numerose bottigliette di yogurt anticolesterolo, svariate buste di insalate, quattro bottiglie di latte TOTALMENTE scremato, cinque tavolette di cioccolato economico e alcuni grossi pacchi di arachidi salate sottovuoto.
Mi sono immaginata lei e suoi cari ingozzarsi di prima mattina di latte annacquato con cui mandar giù tutta quella crusca che manco il pastone dei cavalli, poi pranzare ruminando piattoni d'insalata innaffiati da ottimo yogurt liquido salutistico e infine la sera - presumibilmente stravaccati davanti alla tv - lanciarsi in bocca manate di noccioline, alternate sapientemente a quadrotti di cioccolato, in un perfetto equilibrio dolce-salato.
La famiglia Jekyll, I suppose.

domenica 11 marzo 2012

Sinonimi e contrari

Inquinamento acustico = canzoni di Jennifer Lopez
Musica  canzoni di Jennifer Lopez