venerdì 18 novembre 2011

Cose che la Vita mi ha insegnato

I complimenti maschili agli occhi altrui c'entrano poco o niente con gli occhi.

giovedì 17 novembre 2011

Fermenti lattici morti

Un delizioso yogurt cremoso con granella di nocciole e cioccolato, da buttare perché scaduto da quattro giorni.
Me l'ero dimenticato (ho potuto salvare la granella, ma non è la stessa cosa).

Il mio frigorifero mi fornisce interessanti metafore.

domenica 13 novembre 2011

Someone to watch over me

Talvolta nel cuore della notte sento fragori meccanici inusitati.
Per sicurezza li ascolto con molta attenzione, cerco di percepire le sfumature dello sferragliamento, la lunghezza e le pause del rombare dei motori, l'aumentare e il diminuire dell'intensità; ciò allo scopo di escludere categoricamente che siano originati da camion dell'immondizia.

A quel punto so quindi con certezza che trattasi di ricognizioni di truppe aliene.
E con questo pensiero rassicurante dolcemente mi addormento. 

sabato 12 novembre 2011

Tribù diverse



Faccio un passo giù dal marciapiede per attraversare all'incrocio nel mezzo del caratteristico caos del sabato pomeriggio quando qualcuno richiama la mia attenzione sfiorandomi con una manina la spalla:
"Scusi..."
La proprietaria dell'arto è un donnino paffutello sui 35, con più trucco, tintura corvina per capelli e profumo in corpo di un megastore SEPHORA'. Con un tono vagamente allarmato, quasi come di chi s'informi sul più vicino pronto soccorso, mi chiede:
"... scusi, sa se da queste parti c'è un centro es..e. i..o...?"
"... un CHE??" faccio io, che con quel casino di gente e macchine non sento molto.
"Un CENTRO E-STE-TI-CO, sa per caso se c'è, qui intorno?" Io esito un attimo cercando di ricordarmi se abbia mai visto nel circondario un cartellone, un'insegna al neon, qualcosa che avesse a che fare con un posto del genere.
Nel frattempo lei con qualche rapida occhiata fortemente mascarata già m'ha inquadrata e classificata:
"... le risulta?... anche PER SENTITO DIRE".


Eeeeh no,  BAMBOLINA DI BISCUIT, mi dispiace... non mi risulta. Neanche 'per sentito dire'.

(mi chiedo l'emergenza poi quale sarà mai stata... le si stava principiando ad incarnire un'unghia finta, forse)

venerdì 11 novembre 2011

Ante litteram

Su una rivista femminile nella sala d'aspetto del dentista ho letto che in Inghilterra, con facilità e poca spesa, si può cambiare nome. L'autore dell'articolo - noto psicoterapeuta televisivo - diceva che questa cosa di cambiare nome è ottima, citava il caso di una sua paziente, certa Giulia, che ogni tanto diventa Elena (non era spiegato molto bene in che modo, m'è sembrato di capire che semplicemente ella pensi saltuariamente di avere un altro nome) e con questo altro nome riesce a fare cose che come Giulia non fa; il noto psicoterapeuta parlava di roba tipo mettersi minigonne, andare in discoteca, conoscere gente nuova, ma suppongo che volesse intendere rimorchiare a tutto spiano e scopacchiare in giro (poi magari sono maliziosa io e la svolta del cambio-nome invece consiste proprio nel prendere a frequentare discoteche).

Il dentista intanto tardava a chiamarmi e così mi sono intrattenuta a pensare a quest'espediente del cambio di nome. Effettivamente ho intravvisto dei vantaggi, soprattutto la facilità di messa in atto della cosa e il costo zero: perché non provare? Fra l'altro io fin dalla più tenera età ho fantasticato di avere un altro nome, causa lunghezza e antiquataggine del mio.
In particolare m'ero fissata con uno preso da un cartone animato giapponese per bambine; ci andavo pazza, me lo ricordo ancora, si trattava precisamente del nome del personaggio antagonista nella serie: Ruby.

lunedì 7 novembre 2011

Egocentrismo estremo

Ad un funerale, proiettare le proprie frustrazioni esistenziali sul morto.